La grammatica spagnola dalla A alla Z

Trucchi e scorciatoie per imparare la grammatica spagnola

Quante volte durante i miei studi mi sono chiesta se ci fosse un modo rapido e indolore per studiare e assimilare la grammatica spagnola dalla A alla Z. Non voglio illuderti: la bacchetta magica per evitare il buon vecchio studio non ce l’ho. Qui, però, voglio darti una panoramica della grammatica spagnola in modo sintetico e chiaro.

Se come me non sopporti lo studio mnemonico, pensare di studiare un intero libro di grammatica potrebbe nausearti. Ecco perché ti mostrerò come la grammatica spagnola sia abbastanza intuitiva per noi italiani e come ci siano regole ricorrenti nella costruzione dei sostantivi e aggettivi spagnoli. Per non parlare di come i tempi verbali in spagnolo siano in gran parte speculari a quelli italiani.

La somiglianza con l’italiano è ovviamente un enorme vantaggio, ma non una scusa per saltare a piè pari lo studio, altrimenti ti assicuro che se lo prenderai sottogamba, ti ritroverai come molti a parlare itagnolo.

Nel mio primo articolo “Guida definitiva per imparare lo spagnolo“, avevo spiegato come in questa fase sia davvero utile ricrearsi un quadernino tascabile con le regole grammaticali accompagnate da esempi pertinenti. Dopo anni di studio, a volte, ho ancora dei dubbi e avere il mio personalissimo bigino tascabile mi è d’aiuto in svariate occasioni.

Certo, non me lo porto al bar mentre mi ordino las tapas. Durante lo studio e il lavoro, però, mi è molto utile.

Ma torniamo a noi: sebbene sia difficile pensare di scindere in un articolo tutta la grammatica spagnola dalla A alla Z, qui di seguito vediamo i macroargomenti che si studiano per primi e cercherò di fissare alcuni concetti per guidarti nello studio.

¡Vámonos!

Sostantivi

Non ti sto nemmeno a dire quanto volte mi hanno fatto la battuta “anches ios parlos espagnolos“. Dietro al mio finto sorriso compiacente di risposta, mi rendevo conto che inizialmente anche io pensavo fosse davvero più facile impararlo.

Il castigliano è una lingua neolatina e, come tale, ha una grammatica ricca. I sostantivi devono concordare per genere e numero con i loro aggettivi; per non parlare poi del considerevole numero di tempi verbali da imparare.

Studiare i sostantivi spagnoli però diventa più semplice, se si tengono a mente alcune regole grammaticali e morfosintattiche, come la trasformazione dei lemmi al femminile o al plurale.

In spagnolo i sostantivi si qualificano nei due generi (maschile o femminile) e nel numero (singolare o plurale).

Vediamo le desinenze più comuni:

  • – o (m) e -a (f) come doctor/a, muchacho/a e così via. Claro, a ogni regola le sue eccezioni: problema (m) non ha il femminile, così come tema, planeta, clima. Oppure mano, foto, moto che non ho bisogno di tradurre e sono femminili che terminano in -o;
  • i sostantivi che terminano per consonante possono essere maschili o femminili, non c’è una regola ma lo si capisce dal contesto, ad esempio árbol (albero) o azucar (zucchero) sono maschili mentre verdad (verità) o luz (luce) sono femminili;
  • un nome che termina in -e rimane invariato al femminile. Penserai: “finalmente una buona notizia”. Sì, ma attenzione ad abbinarci l’articolo corretto: infatti tu se ancora non padroneggi lo spagnolo avrai bisogno di un interprete o una interprete. 

Passiamo al plurale.

Sì, è vero, “basta aggiungere la -s”, però solo se la parola finisce in vocale, anche accentata. Con le altre desinenze la faccenda cambia leggermente:

  • se il sostantivo finisce per consonate, generalmente, aggiungiamo -es;
  • se ho due vocali, come per rey, aggiungo  -es, reyes (il re, i re);
  • se la mia parola termina in consonante -s o -x, la parola rimane invariata ma si concorderanno al plurale articolo e aggettivo che l’accompagnano;
  • se ho le consonanti -d, -l, -n, -r, -z aggiungiamo sempre una -es.

Magari sembrerà banale così sintetizzato, ma interiorizzare queste semplici regole per costruire le parole, ti darà già una buona padronanza sulla maggior parte dei sostantivi spagnoli.

Ma ora: ¡adelante con los adjectivos!

Aggettivi

Quanto detto per i sostantivi spagnoli vale anche per gli aggettivi. Questo per me è rincuorante: capire i meccanismi della formazione delle parole, ti dà una marcia in più nella conversazione dove è necessaria una certa prontezza di riposta.

A parte le eccezioni, che in quanto tali sono rare rispetto alla regola, anche per gli aggettivi troviamo gli stessi meccanismi grammaticali e morfosintattici.

In questa fase dello studio potrebbero ritornarti utili le flash cards per campi semantici, accostando gli abbinamenti più comuni di aggettivi e sostantivi spagnoli che hai studiato finora. Puoi partire proprio dalle parole e dagli aggettivi che tu stessa utilizzi quotidianamente in italiano. Ti verrà più naturale memorizzarli e sarà più stimolante impararli.

Anche in spagnolo gli aggettivi si dividono in maschili e femminili, singolari e plurali, qualitativi, possessivi, dimostrativi e comparativi. Seguono le stesse regole dei sostantivi che abbiamo visto insieme nel paragrafo precedente. Se terminano per -s, poi non devi porti minimamente il dubbio e devi lasciarli invariati.

Come per l’italiano, abbiamo certi aggettivi che se precedono il sostantivo perdono i pezzi: grande, bueno o malo ad esempio. Questi potrebbero diventare: una gran mujer, mi buen amigo, un mal negocio. Letteralmente: una gran donna, il mio buon amico e un mal affare. Aggettivi tronchi, esattamente come nella nostra lingua.

Gli aggettivi superlativi regolari spagnoli sono gli unici che cambiano morfologicamente: ai regolari si aggiunge -ísimo o ísima. Per esempio bajo, bajísimo e bajísima, cioè basso, bassissimo e bassissima.

Gli aggettivi irregolari comparativi e superlativi invece sono pochi e fortunatamente identici agli italiani:

  • bueno, mejor;
  • malo, peor;
  • grande, mayor;
  • pequeño, menor;
  • alto, superior;
  • bajo, inferior.

Altri aggettivi, ma sono pochi e li imparerai man mano, cambiano la loro radice per ragioni fonetiche e derivano dalla loro forma latina: agudo, acutísimo, antiguo, antiquísimo. Letteralmente: acuto, acutissimo e antico, antichissimo.

Questi non sono gli unici che non mollano le loro origini latine: áspero diventa aspérrimo oppure ancora libre, libérrimo. Rispettivamente, ruvido e libero con i loro superlativi assoluti.

Non spaventarti: sono comunque rari nell’uso comune. Quindi, una volta imparati, difficilmente li dovrai pescare dal cassetto della memoria.

Spesso mi abbattevo perché pensavo che non sarei mai riuscita a ricordare e riportare in conversazione tutti quei sostantivi che avevo imparato. In realtà, avendo presente le regole generali per la formazione dei sostantivi, queste parole vengono spontanee. Non serve pensarci su troppo. E sarà così anche per te.

Avverbi

Gli avverbi, in spagnolo come in italiano, sono quelle parole che accompagnano i verbi e dicono qualcosa in più nella frase. Per questa loro funzione, è importantissimo apprenderli, anche perché farai un figurone dando più spontaneità alla conversazione. Inoltre, gli avverbi ti permettono di dare sfogo alla tua creatività e conoscerli farà davvero la differenza. Insomma, messi al posto giusto, ti faranno parlare come una nativa.

Gli avverbi non sono solo parole che finiscono in -mente (quelle sono facili da riconoscere), per esempio corro velocemente si traduce con corro rápidamente.

Una regola aurea da ricordare nelle diverse situazione è che se in una frase ci sono due o più avverbi che finiscono in -mente, il primo perde questa desinenza. Per esempio, chiedendo di ripetere lentamente e in modo chiaro, domanderai puedes repetirlo lenta y claramente.

Comunque sì, ti ho beccata che ora stai canticchiando il tormentone di Shakira.

Tuttavia, esistono molti altri tipi di avverbi spagnoli, come bien: canto bien significa canto bene. Se vuoi proprio far saper a tutti che canti veramente bene, devi aggiungerne un altro di avverbio: canto muy bien.

Al contrario, se come me sei stonata come una campana rotta, puoi usare fatal: es que yo canto fatal. Con l’utilizzo corretto di quest’ultimo avverbio, fidati, ti possono anche dare la cittadinanza spagnola. Ma se invece volessi ottenere la cittadinanza in modo legalmente riconosciuto e quindi ottenendo anche la certificazione DELE, ti consiglio il mio precedente articolo “Quale certificazione di spagnolo è la migliore.

Abbiamo ovviamente anche avverbi di tempo: ayer comí temprano significa ho mangiato presto ieri. Più farai pratica con la conversazione e l’ascolto, più ne apprenderai senza nemmeno sforzarti troppo.

In conclusione, lo spagnolo è una lingua molto versatile e gli avverbi sono una parte importante di questa caratteristica. Non esitare a utilizzarli per esprimere il tuo pensiero in modo originale e disinvolto.

Verbi e coniugazione

I verbi e la loro coniugazione, croce e delizia non solo in spagnolo ma in tutte le lingue. Non temere però: nel nostro caso, abbiamo solo tre coniugazioni e pochi verbi irregolari facilmente assimilabili. Lo studio dei verbi in italiano ti ha già forgiato. Sei certamente pronta anche per i verbi spagnoli e le relative coniugazioni.

Ricordo molto bene cosa significava prepararsi per essere interrogati sui verbi dalla maestra, secondi solo alle tabelline sulla scala delle mie seccature. Credimi però, con i verbi spagnoli è più facile: stessi tempi verbi e modi, tranne che per il futuro e il futuro pluscuamperfecto subjuntivoche però ti serve solo per viaggiare indietro nel tempo. Ormai non lo usa più nessuno nel linguaggio comune.

Ma torniamo a noi: quello che devi sapere è che non ti sentirai persa durante lo studio:

  • tre coniugazioni -ar, -er, -ir che certamente ti suonano familiari;
  • stessi sei pronomi personali dell’ italiano, con l’unica aggiunta dei voi femminile, vosotras;
  • stessi tempi e modi verbali;
  • stessi verbi ausiliari ser e haber, essere e avere.

Abbiamo anche un bel gruppetto di verbi irregolari e per quelli bisogna studiare le irregolarità a memoria. Il bello è che, appresa una volta, la si riutilizza anche per tutti i verbi composti che derivano dal nostro irregolare.

Un esempio molto calzante è tener (tenere), che in spagnolo viene utilizzato esattamente come nel dialetto napoletano. Sembra una battuta ma non lo è: viene usato al posto del verbo avere per tutto ciò che noi indichiamo come possesso. Anche nel caso dell’età, devo dire tengo treinta y tres años, ho trentatré anni.

La sua irregolarità è ortografica e la troviamo nella declinazione del tempo indicativo presente spagnolo. La buona notizia è che, di default, so che tale irregolarità si manifesterà nel futuro indicativo semplice e nel congiuntivo presente. Così sarà anche per i verbi composti di tener: detener, retener e via discorrendo. Trucchetti e ricorrenze che snelliscono lo studio.

Insomma, abbiamo sempre da studiare ma imparare le dinamiche della lingua ci danno una buona mano per non invecchiare sul libro di grammatica.

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Discorso indiretto

Il discorso indiretto in spagnolo è un argomento al quale dovresti dedicare una certa cura. Se non sai parlare di chi ha detto cosa a chi, potresti avere un un po’ di difficoltà a inserirti in una conversazione.

Se stai pensando che mi stia riferendo al gossip, hai perfettamente ragione. Il punto non è gossippare, cosa che tra l’altro credo si faccia in tutte le lingue del modo, il punto è che utilizzare il discorso indiretto ti servirà praticamente a tutto: in farmacia, alle poste, in ufficio, al ristorante. Ovunque, insomma.

I verbi che ti servono sono gli stessi che usi in italiano: dire, chiedere, pensare ovvero decir, preguntar (chiedere per sapere), pedir (chiedere per avere) e pensar sono solo alcuni esempi.

Prediamo un caso eclatante e concreto: “en su nueva canción, Shakira dijo que su ex Piqué prefirió un Twingo a un Ferrari“. Mi dispiace, ma se di questi tempi non sai fare un discorso indiretto su Piqué e Shakira, preparati a a essere esclusa da qualsiasi conversazione.

Ovviamente, qualsiasi siano le parole che devi riportare, la concordanza dei tempi verbali è altresì importante. Per questo è bene aver imparato a menadito il congiuntivo in spagnolo, soprattutto quando riporti parole e fatti del passato.

Anche il futuro nel passato si esprime con il congiuntivo. Supponiamo che tu sia riportando di un battibecco con un collega che ti ha “gentilmente” invitato a lasciare il suo ufficio e non tornare: me dijo que me fuera y no volviera atrás. E dopo questa puoi anche aggiungere il collega alla tua lista nera. Se lo merita.

Non ti è difficile capire quanto sia importante utilizzare il discorso indiretto. Di fatto non ci sono regole precise, se non il buon uso dei tempi verbali e la consecutio temporum tra le azioni riportate.

Come vedrai, è molto più facile di quanto sembri: hai già studiato i verbi e il discorso indiretto è solo una strada in discesa per te.

Clausole relative

Le clausole relative in spagnolo possono sembrare un po’ macchinose, ma in realtà non è così. Infatti, quando arriverai a studiarle, ti accorgerai di conoscere già tutti gli tutti gli elementi grammaticali che ti servono.

La loro funzione è la stessa di quella in italiano: servono per descrivere persone, luoghi e cose in modo dettagliato, in forma di inciso e di certo, rendendo le tue conversazioni più interessanti, anche con un po’ di ironia.

Queste clausole iniziano con pronomi relativi come “que“, “quien” o “cuyo“, e si riferiscono a un sostantivo o a un pronome nella frase precedente. Il pronome relativo si riferisce a un sostantivo o a un pronome nella frase precedente, e introduce una clausola che fornisce maggiori dettagli sulla persona, il luogo o la cosa descritta.

Vediamo nel dettaglio: supponiamo che il tuo coinquilino Pedro si creda chef al punto di vantare una pasta alla carbonara migliore della tua ma, ancora una volta, ci mette il prosciutto crudo. Tu potresti legittimamente lamentarti dicendo: “Pedro, quien presume hacer una carbonara mejor que la mía, sigue usando el jamón cerrano”. E quindi dire di Pedro che si vanta di fare una carbonara migliore della vostra ma continua a usare il prosciutto crudo.

Ma le clausole relative in spagnolo si possono usare non solo per raccontare gli attentati alla cucina italiana, ma anche per parlare del più e del meno. Ad esempio, per chiedere se il tuo interlocutore ha visto l’ultimo film della vostra attrice preferita o una saga in particolare:

  • ¿fuiste a ver la película, cuya protagonista es Scarlett Johansson?;
  • ¿Acaso viste viste mis llaves del choche?;
  • mi tío, que nunca se recuerda de mi cumple, esta vez me regaló un viaje para disculparse.

Oltre a chiedere dell’ultimo film di Scarlett Johansson, se qualcuno ha visto le tue chiavi dell’auto e che tuo zio per scusarsi di essersi dimenticato del tuo compleanno ti ha regalato un viaggio, puoi raccontare la qualunque con questi incisi. Puoi aggiungere i dettagli che vuoi e colorare la tua conversazione come credi.

Purtroppo è arrivato il momento dei saluti finali. Dopo tutte queste “puntate”, spero che la mia panoramica sulla grammatica spagnola dalla A alla Z ti sia stata utile.

Ancora di più, mi auguro di averti trasmesso almeno un po’ dell’amore che nutro per la meravigliosa lingua di Cervantes, sciogliendo anche gli ultimi dubbi rimasti.

Lo spagnolo è uno splendido viaggio: ti auguro di godertelo appieno!

Hasta pronto.

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