Come fotografare il cibo - foto in pianta di piatti e fotocamere

Come fotografare il cibo

Il cibo, fulcro del nostro quotidiano, protagonista quasi assoluto delle immagini di tutti i giorni, onnipresente nelle nature morte dei grandi pittori, nel design e nella fotografia artistica e concettuale.

In questo articolo ti presentiamo le basi della food photography: come fotografare il cibo (impiattamento, illuminazione, inquadratura, editing). Insomma, come far venire l’acquolina in bocca in uno scatto.

Come ogni forma d’arte, la fotografia di cibo ha una lunga storia che si è evoluta nel tempo. Il fatto che spesso siano a portata di mano, ha reso gli alimenti dei soggetti molto rappresentati nel mondo della fotografia.

Le prime immagini che abbiamo sono degli inizi del 1800, dove le varie rappresentazioni mostravano il cibo in stili simili ai dipinti. Nel 1832, l’inventore francese Joseph Nicéphore Niépce – celebre per aver scattato la prima fotografia conosciuta – compose una natura morta con una ciotola, un calice e un pezzo di pane.

Oggi lo scenario fotografico del mondo del food sembra essere un luogo in cui chiunque abbia uno smartphone possa scattare immagini allettanti in un dato luogo, in un dato momento, che si tratti di un ristorante, un mercato o una cucina privata.

Settore brioso e in constante crescita dove fotografi, food stylist, l’industria della pubblicità, buongustai, food blogger o instagrammer, inventano continuamente nuovi modi di presentare il cibo, (sia come espressione artistica che commestibile), appare chiaro quanto il mondo del food possa essere simbolico e ritualistico.

Dalle preparazioni di base a parco giochi delle decorazioni, c’è un’infinità di immagini più o meno belle, tutte in qualche modo interessanti perché espressione di quei momenti creativi che danno l’impulso a realizzare mappe con gli ortaggi, geometrie di gelatine modellate in piatti kitsch, crostate con reticoli intricati o innumerevoli tipi di pasta colorata.

Il mezzo visivo è profondamente soddisfacente per me, racchiude tutto ciò che amo: cibo, colore, proporzione, forma, narrazione, composizione e luce. (Matt Armendariz)

Iconiche sono le immagini scattate da Irving Penn per Vogue tra il 1977 e il 2009.

  • La graficità dei surgelati per “Iced Soups: Flash Foods”, (1977);
  • la sensualità di una mozzarella con sopra un pomodoro e un’oliva per “Lusty Pleasures”, (1981);
  • il senso di vischiosità di un paio di cosce di rana, con un’ostrica e due lumache per “Eat This!”, (1989);
  • l’inaspettato pezzo di Parmigiano con sopra un topo per “The Big Cheese”, (1997);
  • l’autenticità di un set di mele marce per “Fine and Brandy”, (2007); o
  • il caos di fette di banana ossidate per “She’s Come Undone”, (2009).

Le foto di cibo possono essere anche un passaporto istantaneo per viaggiare altrove: che si tratti di pomodori essiccati al sole su un tetto da qualche parte in Italia o di colorate insalate con formaggio di capra su un’isola greca o di un pentolone di zuppa fumante in un mercato vietnamita.

Come fotografare il cibo: Pere... Ricette e Styling di Orsola Ciriello Kogan; Foto di Lucia Zeccara
“Si fa presto a dire pera!” Ricette e styling: Orsola Ciriello Kogan – Foto © Lucia Zeccara

Per creare immagini che fanno venire l’acquolina in bocca, spalancare gli occhi dalla sorpresa e le narici come per inalare profumi immaginati, ci vuole occhio e tecnica.

Ecco allora alcuni suggerimenti che possono tornare utili nelle varie fasi del processo creativo.

Impiattamento

A differenza della cucina di tutti i giorni o di quella dei ristoranti, qui l’impiattamento è per la macchina fotografica.

Impiattare: disporre con cura ed eleganza una vivanda nel piatto per poi servirla.” Accademia della Crusca, (elenco delle parole nuove)

Cuocere gli ingredienti separatamente (per quel che è possibile) e assemblarli in seguito è la pratica che permette di disporre i vari componenti a seconda delle esigenze: tempi e look finale.

Si comincia con il preparare gli elementi che durano più a lungo e si finisce con quelli più fragili. Da disporre poi su teglie rivestite di carta forno fino al momento in cui si è pronti a impiattare per scattare.

Decidi l’angolazione, la fonte di luce e da dove proviene, e pensa alla disposizione del cibo guardandolo come lo vedrà la fotocamera.

A questo punto – armati di carta assorbente e di aceto bianco per pulire – la ricetta può essere assemblata, inserendo i vari elementi un po’ qua un po’ là (anche per riempire gli spazi vuoti); le salse si aggiungono a pennello o cucchiaio, mentre i pezzetti di erbe o briciole con la pinzetta.

Per i props (oggetti di scena):

  • scegli vasellame o stoviglie semplici.
  • Inizia usando piatti piccoli e tovaglie o tovagliette sul bianco, (tutto perfettamente pulito), così che il cibo sia il protagonista. (Ricorda che ci sono molte sfumature di bianco, alcune sono calde e altre fredde).
  • Mantieni il bordo del piatto libero e pulito, non sovraccaricarlo, è più elegante.
  • Investi in oggetti di scena, è importante. (Piatti, posate, tovaglie, carta forno più o meno scura, taglieri di ogni dimensione e materiale).
  • Per gli sfondi, lavora sui contrasti. Se cibo e piatto sono di un colore chiaro avranno uno sfondo scuro, e viceversa. E se qualcosa è marrone, aggiungi elementi colorati per ravvivare il tutto (erbette fresche, peperoncini rossi, salse in toni contrastanti o scorzette di agrumi, ecc.).

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Riguardo la composizione:

  • una distribuzione informale dà l’idea di comfort, (stile casual asimmetrico).
  • Disporre i vari elementi in modo ordinato (o ordinatamente casuale) crea una composizione di design grafico.
  • Se il cibo va composto, (tipo un’insalata mista o di riso), non va sistemato troppo. Le foglioline particolarmente belle vanno integrate nell’insieme, e i piselli dovrebbero essere nel riso non sopra.
  • Due elementi uguali che vanno nella stessa direzione (linee parallele) attirano l’attenzione.
  • L’altezza nella disposizione dà agli alimenti volume e una sensazione di leggerezza. Tutto ciò che è adagiato tende ad appiattire e va usato con attenzione.
  • Disporre degli alimenti affettati verso la fotocamera o che si allontanano da essa, produce due look diversi.
  • Considera le dimensioni, le curve e le forme dei cibi integri, l’eleganza della frutta o delle verdure crude, potrebbero essere dei meravigliosi oggetti di scena.

Ricorda: “less is more!” (meno è meglio). Un piatto, o un set, troppo pieno può sembrare così poco attraente.

Illuminazione

Ci sono un sacco di piccole cose che si possono facilmente correggere e l’illuminazione ne è la chiave.

La luce, che sia naturale o artificiale, può essere calda o fredda; morbida o dura (+ tutto quel che sta nel mezzo). Può provenire da una candela, una lampada da tavolo, una torcia, da un flash professionale o dal sole.

Inizia con la luce naturale (quella diurna), nella maggior parte dei casi è la fonte migliore.

Quando possibile, scatta durante il giorno, con il set vicino a un bel finestrone.

  • Guardati intorno per controllare in quale stanza ci sia la luce migliore del mattino o del pomeriggio.
  • Tieni presente che la nitidezza della luce diretta è dura, rende tutto tanto definito, rivelando anche i difetti più piccoli, e tu non vuoi rivelare i difetti, au contraire. Il problema si risolve:
    • usando un pannello di polistirolo bianco immacolato per catturare la luce e rifletterla sul piatto, o
    • appendendo un tessuto bianco più o meno trasparente sopra la finestra per ammorbidire e diffondere la luce, che così diventa più avvolgente.
    • Potresti anche usare le tue tende ma solo se bianche o crema chiaro, (sempre sul trasparente); qualsiasi altra tonalità aggiungerà una nuance di colore che potrebbe essere difficile da bilanciare. (Ammenoché non sia un effetto voluto).

Io guardo il mondo che mi circonda e con esso alimento il mio esercizio artistico. Me ne servo e lo uso. Non mi chiamo fuori e ne faccio una nervatura dei miei lavori. (Maurizio Cattelan)

Come fotografare il cibo: Spaghetti senza glutine con ragù vegano... Ricetta Simona Scarone; Styling Orsola Ciriello Kogan; Foto Rosangela Giannoccaro
“Spaghetti senza glutine…” Ricetta Simona Scarone – Styling Orsola Ciriello Kogan – Foto © Rosangela Giannoccaro

Qui torna utile lo stand-in, il piatto di prova (il sostituto del piatto finale), che ti consente di giocare con l’illuminazione e la disposizione del cibo finché non sei soddisfatto della composizione.

  • Dove e come vuoi posizionare il cibo, rispetto al prop scelto?
  • Hai pensato alle altezze e i volumi del piatto/ricetta?
  • Come illuminerai il set?

Fai attenzione al contrasto tra cibi e oggetti.

  • Un oggetto bianco apparirà più grande e più vistoso.
  • Uno sfondo bruno trasmette calore; uno blu o nero aggiunge drammaticità.
  • Qualcosa nella serie dei verdi appare fresco.
  • Uno sfondo fatto con materiali di recupero dona un aspetto vintage.

Ricordati di controllare il “bilanciamento del bianco” per correggere le dominanti cromatiche risultanti dal tipo di illuminazione che usi e così ottenere un bianco neutro. Questa operazione ti consentirà una riproduzione più o meno corretta delle tonalità delle tue immagini.

Puoi farlo in post-produzione (vedi in editing) o con la fotocamera, utilizzando le modalità presenti (presets) come:

  1. AWB (bilanciamento automatico del bianco), di solito fa un lavoro decente, ed è l’ideale per chi è agli inizi.
  2. Daylight (luce del giorno), adatta a scattare in esterni. (Le zone d’ombra – dove la luce è più “fredda” – tenderanno molto verso l’azzurro/blu.
  3. Cloudy (nuvoloso), riservato a riscaldare le giornate uggiose.
  4. Fluorescent (fluorescente), quando si lavora con luci tipo neon.
  5. Tungsten (tungsteno) raffredderà i toni delle lampadine a incandescenza.
  6. E se stai usando uno smartphone, di solito le impostazioni sono su “automatico”. Insomma ci pensa il cellulare.

Inquadratura

Durante le riprese, identificare l’ambientazione e scegliere l’inquadratura migliore, fa la differenza. Il luogo e l’atmosfera forniscono lo scenario per la storia dietro la tua immagine.

Muoviti con calma intorno al soggetto (come in un ritratto), osserva e scatta foto da varie angolazioni in modo da poter scegliere in seguito le tue preferite.

La chiave è stata appassionarsi, giorno dopo giorno, al mondo del cibo. Se non sei interessato al mondo che fotografi, non puoi veramente raccontarlo. (Andrea Di Lorenzo)

Come linee guida sulla composizione ti consiglio di iniziare con la regola dei terzi. Immagina la tua foto con una griglia composta da nove zone uguali (sulla fotocamera così come sullo smartphone, puoi visualizzare la funzione “griglia”). Si tratta di posizionare il soggetto nel terzo a sinistra o a destra dell’immagine, lasciando gli altri due terzi più “vuoti”… (e se non ne sei soddisfatto, non preoccuparti, puoi sempre ritagliarla in un secondo momento).

Ricordati, è uno still life (natura morta). Posiziona la fotocamera su un treppiedi ed eviterai foto mosse (causate dalle vibrazioni generate dallo scattare a mano libera); o sfocate, anche se usi l’autofocus.

Come fotografare il cibo: Torta Battenberg... Ricetta e Styling di Orsola Ciriello Kogan; Foto di Lucia Zeccara
“Cin cin con la Battenberg cake” Ricetta e styling Orsola Ciriello Kogan – Foto © Lucia Zeccara

Riduci al minimo la composizione iniziale del set (non utilizzare tutti gli spazi), e se le superfici esposte sembreranno nude, puoi sempre aggiungere qualcosa: il protagonista è il cibo ed è lui che deve distinguersi.

Se vedi troppa tovaglia, inserisci altri oggetti (posate, bicchieri o un tovagliolo potrebbe servire allo scopo); oppure avvicinati.

Ecco alcuni delle angolazioni di ripresa (inquadrature) che potresti usare:

  1. Frontale: la fotocamera è centrata sul soggetto (altezza occhi). Conferisce un aspetto contemporaneo, simmetrico e pulito.
    • Avrai bisogno di una base e di uno sfondo.
    • (Pensa a un tuorlo d’uovo che cola sopra il tuo avocado, o il formaggio fuso su di un hamburger).
  2. Dall’alto (Overhead): la fotocamera è posizionata direttamente e perfettamente centrata sopra il soggetto, per una composizione dinamica, contemporanea e grafica.
    • Avrai bisogno del minor numero di props e sfondi.
    • (È l’ideale per la pizza o altri motivi grafici che puoi creare).
  3. Angolazione dall’alto, tra i 35° e 60°. L’inquadratura dovrebbe ricordare il punto di vista mentre si mangia a tavola.
    • (Pensa ai drink e cocktail o un ricco sandwich pronto per essere addentato).
  4. Primo piano (close-up): generalmente sono immagini visivamente accattivanti e appetitose. Non aver paura di avvicinarti.

Ricordati di scattare foto durante le preparazioni e le cotture. Le immagini di backstage sono sempre utili e possono aiutarti nella progressione narrativa della tua ricetta.

Editing

E non finisce qui, adesso inizia il lavoro di post-produzione.

Stai scattando in RAW (file grezzo) o JPEG (file compresso)? Se scatti in RAW, cosa che dovresti fare, la fotocamera registra tutti i dati raccolti dal sensore. Dati che ti serviranno per correggere e migliorare molti aspetti dell’immagine, incluso il bilanciamento del bianco: i colori prendono vita quando il bilanciamento è impostato correttamente.

Impara a lavorare con le copie e lascia gli originali in archivio, just in case, per ogni evenienza.

  • Editing, modifica, ritocca, correggi… le immagini: colore, contrasto, nitidezza, angolazione, saturazione, tagli, rimozione delle imperfezioni…
  • Salva gli originali ad alta risoluzione (quella che hai scelto per scattare), e le copie “jpeg web-friendly” a 72 dpi (punti per pollice).
  • Copia e archivia sul computer, o disco rigido esterno, ma anche online (per accedere alle foto da qualsiasi luogo).

I software per il fotoritocco sono tanti – sia gratis che a pagamento – come Capture One, Adobe Lightroom o Photoshop, con tantissime opzioni per apportare le modifiche che ritieni più opportune.

Tra i software Open Source e gratuiti, c’è RawTherapee, un programma progettato per elaborare e convertire le immagini raw multipiattaforma; o GIMP, software di lunga data e relativamente intuitivo.

​Riguardo le applicazioni di editing per i dispositivi mobili.

Poiché gran parte delle pubblicazioni oggi avviene in digitale, generalmente le immagini non richiedono risoluzioni altissime.

In tutti i casi si possono ottenere modifiche anche complesse sia con Android che con iOS. Le app oggi sul mercato hanno trasformando i vari dispositivi in piccoli laboratori digitali di facile utilizzo.

  • Adobe propone app – alcune gratis altre da pagare – come Photoshop nelle varianti Express, Fix, Mix, Sketch, Preview CC, e Lightroom.
  • Poi c’è Affinity Photo.
  • Valide alternative gratuite per chi comincia, o cerca qualcosa di veloce, sono Snapseed, Pixlr, Polarr o Fotor.

Per imparare a usare i software di fotoritocco, in questo momento, suggerisco i tutorial/corsi online, adatti al tuo livello di conoscenza.

Più ti eserciti più impari. “Repetita iuvant” (ripetere fa bene) = La ripetizione è imprenscindibile quando si tratta di imparare, o migliorare le proprie competenze.

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo” (Aristotele)

Dimenticavo di chiederti: hai pensato all’obbiettivo, al diaframma da impostare, o alla messa a fuoco?

Mi raccomando esercitati. Prova la regola dei terzi, o qualunque altra cosa di ciò che hai appena imparato. Osserva il tuo set, individua cosa ti ispira esteticamente. Avvicinati alla fotocamera, guarda nel mirino (è più intimo), e fai l’inquadratura.

Appena ti senti pronto, premi il pulsante e scatta… E adesso sperimenta!

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Orsola Ciriello Kogan

Orsola Ciriello Kogan

Testo ricette dolci e salate, preparo cibi e bevande per le riprese fotografiche, scrivo e fotografo. Non necessariamente in quest'ordine.

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